Il Terrorismo si combatte anche con la solidarietà

18/01/2012
Si è svolta il 18/01/2012 la conviviale Interclub del Gruppo Navigli organizzata dal Rotary Club Assago Milanofiori. Relatore Stefano Dambruoso che presentando il libro “Un istante prima” ha coinvolto i presenti sull’argomento del terrorismo dopo il decennio dall'11 settembre, l'evento che ha cambiato la sicurezza nel mondo.
Stefano Dambruoso (Bari, 15 marzo 1962) è un magistrato e scrittore italiano. Capo dell’Ufficio per il coordinamento dell’attività internazionale del Ministero della Giustizia, è stato sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano.
In “Un istante prima” è passato un decennio dall’11 settembre e, sebbene non ci siano stati altri attentati così eclatanti, il terrorismo islamico è più vivo che mai. Negli ultimi anni, in particolare, dopo i sanguinosi attentati in Svezia e a Mosca, il livello di allerta si è alzato in maniera preoccupante per molti Paesi, non ultima l’Italia. È soprattutto il jihadismo, una forma di terrorismo individuale, non organizzato, che agisce come una scheggia impazzita, a inquietare magistrati e investigatori. Come quando a Milano, nel 2009, un immigrato libico si è fatto saltare in aria davanti a una caserma. Raccontandoci la storia “esemplare” del primo kamikaze in Italia, Stefano Dambruoso ci conduce dentro i meandri degli ambienti terroristici di oggi, ci spiega come stanno cambiando le cellule del terrore, non più controllate da al-Quaeda, e in quali direzioni si stanno muovendo gli inquirenti. Una “narrative non-fiction” che unisce un ritmo incalzante a una ricostruzione accurata del mondo terroristico islamico di oggi.
Dambruoso  riporta nella sue pagine a conferma di come oggi ci sia da temere solo un terrorismo individuale, di schegge impazzite, “non ci saranno più i grandi attentati simili a quello delle Twin Tower – rassicura il magistrato- oggi il rischio è quello di una Jihad individuale e per questo  abbiamo “intelligence” che fanno uno sforzo di prevenzione più che adeguato.
Grande spazio è stato dato ai presenti, nella gremita sala di rotariani del Gruppo Navigli, con una serie di domande che hanno assecondato la curiosità di parecchi soci, i quali hanno avuto un esaustivo riscontro da parte del relatore, con toni confidenziali.
Una considerazione emersa a fine serata, durante i saluti tra soci è che anche il Rotary può avere un ruolo di prevenzione; con le attività umanitarie  in cui è impegnato, se indirizzate verso i bisognosi e le persone che manifestano il “Disagio” si viene a calmierare, con atti di solidarietà mirata, il senso della “Disperazione” che è l’embrione per eventuali gesti estremi.
Il piacere di esserci ritrovati numerosi alla serata, che ci ha visti coinvolti in argomenti sicuramente attuali; ci devono suggerire e motivare sul fatto che ognuno è protagonista nell’ avere la coscienza di cosa fare per arrivare “un istante prima”, il magistrato esperto di terrorismo non ha dubbi e risponde che “tutti dovremmo diventare attori della prevenzione, l’analisi religiosa del terrorismo islamico non ci aiuterebbe molto a capire, anche i musulmani sono persone che vogliono un futuro vivibile”.

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