Iniziata all’insegna dell’ottimismo e del piacere di ritrovarsi, la giornata dedicata all’Amicizia Rotariana che si è svolta alla PINACOTECA DI BRERA del nostro Club. Occasione anche per molti milanesi, di vedere le opere d’arte custodite in uno dei maggiori musei nazionali.
La vera opera d’arte, non importa se antica, moderna o contemporanea, ha in sé il dono divino della consolazione; ci aiuta a sollevare lo sguardo, ci ritempra e riscalda; è come una scintilla di luce scoccata dal cuore di Dio.
La numerosa partecipazione, con necessità di fare due gruppi con guida, ha caratterizzato la mattinata del 04/02/2012 organizzata dal Prefetto Angelo Groppi, che con fattiva collaborazione ha promosso questo evento che si è prolungato con la conviviale a Palazzo Cusani – Circolo Ufficiali aperto in modo straordinario per l’occasione.
Momenti che hanno rafforzato l’amicizia e l’allegria con una inaspettata esibizione di Vincenzo Sabatino, che ci ha allietati dopo il pranzo, con melodie al pianoforte che casualmente e inaspettato era nella suggestiva sala che ci ha accolti.
La visita al Palazzo Cusani e nei famosi e storici saloni è stato un apprezzato momento di conclusione di una giornata piena di gratificazione ed emozione per quanto si è potuto ammirare.
Oltre alla maestosa collezione della pinacoteca e al laboratorio di restauro nel suo interno ( particolare che ci ha fatto apprezzare anche questa attività professionale); attrazione particolare i 17 quadri, ma uno è più bello dell’atro: tre Cézanne, due Monet, due Gauguin, due Picasso, un Van Gogh, un Sisley, un Pisarro, un Rousseau, un Raffaelli, un Derain e due strepitosi capolavori di Renoir e di Matisse, che aprono e chiudono la mostra Brera Incontra il Puškin: Collezionismo russo tra Renoir e Matisse.
Provengono tutti dal Museo Puškin di Mosca, dove confluirono negli anni Venti del secolo scorso, in parte per donazione e in parte per confisca. I loro proprietari, invece, magnati del tessile e collezionisti di raffinata cultura, presero la strada dell’esilio: Sergej Šcukin finì i suoi giorni a Parigi, dove morì nel 1936 a 82 anni; il più giovane Ivan Morozov si spense nel 1921, appena cinquantenne, a Karlovy Vary nell’attuale Repubblica Ceca.
La mostra, dunque, è il racconto di una doppia passione per la pittura, quella degli artisti ossessionati dalla luce, dal motivo, dal colore, ma anche quella dei loro collezionisti; non si può scrivere di una tralasciando gli altri.
Ad esempio La pergola (1876) di Auguste Renoir è uno dei primi capolavori dell’Impressionismo francese, preceduto in mostra soltanto da Il Carnevale al Boulevard de Capucines, dipinto tre anni prima da Monet ed entrambi acquistati a Parigi da Morozov, quando ancora in pochi scommettevano un franco su quei pittori della domenica che avevano dipinto all’aria aperta riuscendo ad esporre, trent’anni prima, soltanto nel Salon des Réfusées.
Pesci rossi (1911) di Henry Matisse, invece, viene realizzato dall’artista subito dopo un soggiorno a Mosca, ed è - tra quelle esposte - l’opera con la datazione più recente. Acquistato da Šcukin, che di Matisse possedeva ben 37 quadri, ritrae il fenomeno fisico della rifrazione delle immagini dei pesci nell’acqua, un tipo di visione per l’epoca molto innovativa, alla quale noi siamo così abituati da non notarla quasi più.